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Giugliano Pride 2026

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Giugliano Pride 

Lo cunto de tuttə,  Nessunə fuori dalla fiaba 

Giugliano Pride 

Lo cunto de tuttə,  Nessunə fuori dalla fiaba 

Contatti

Telefono: +393938954224

Email: giuglianopride@gmail.com

Un viaggio culturale per celebrare diritti e orgoglio. NO PRIDE IN GENOCIDE

Un viaggio culturale per celebrare diritti e orgoglio. NO PRIDE IN GENOCIDE

UN PRIDE PLURALE: UNA GRIGLIA COMUNE, MOLTI LINGUAGGI

 

Per la prima volta scegliamo consapevolmente di non costruire il Giugliano Pride attorno all'ambizione di produrre un unico documento politico nel quale tutte e tutti debbano necessariamente riconoscersi in ogni parola, analisi o proposta.

L'ambizione è diversa, e forse più grande: costruire una griglia comune di valori, principi e obiettivi, sufficientemente forte da permetterci di camminare insieme e sufficientemente aperta da consentire alle nostre differenze di continuare ad esistere.

Il Pride che immaginiamo non chiede uniformità.

 

Non chiede alle associazioni, ai movimenti, ai collettivi, alle persone, alle realtà sociali, sindacali, culturali, politiche o istituzionali di rinunciare alla propria storia, alla propria autonomia o al proprio linguaggio per entrare in uno spazio comune.

Al contrario, considera la pluralità dei punti di vista una ricchezza politica e culturale.

 

Possiamo condividere un obiettivo senza necessariamente condividere la stessa strada per raggiungerlo.

Possiamo avere linguaggi moderati e linguaggi radicali; pratiche istituzionali e pratiche che scelgono di rimanere autonome dalle istituzioni; esperienze fondate sulla mediazione e altre che non intendono essere ricondotte a una mediazione. Possiamo avere sensibilità, priorità, culture politiche e forme di attivismo differenti.

 

Queste differenze non devono necessariamente essere risolte.

Devono poter convivere.

 

UNA MANIFESTAZIONE, MOLTI SPEZZONI, MOLTE VOCI

Anche il corteo vuole rappresentare materialmente questa idea.

Ogni associazione, organizzazione, movimento, collettivo, gruppo o comunità potrà attraversarlo con la propria identità, i propri simboli, le proprie parole d'ordine e le proprie forme espressive.

Gli spezzoni non dovranno cancellare le differenze: dovranno renderle visibili.

L'unico confine comune è quello della convivenza pacifica, della nonviolenza e del rispetto reciproco.

Il dissenso, anche radicale, è parte dello spazio politico del Pride. La contrapposizione violenta, l'intimidazione, l'aggressione e la volontà di impedire agli altri compagni e compagne di percorso di esprimersi non lo sono.

Marciare insieme non significa pensarla allo stesso modo.

Significa riconoscere che, almeno per un tratto di strada, esiste qualcosa di sufficientemente importante da consentirci di camminare gli uni accanto agli altri.

 

I CONFINI DELLO SPAZIO COMUNE

Questa pluralità non significa però neutralità rispetto ai valori fondamentali.

Il Giugliano Pride si riconosce nei principi democratici e antifascisti della Costituzione, nella dignità e nell'uguaglianza delle persone, nell'autodeterminazione dei popoli, nel ripudio della guerra, nel contrasto al razzismo, all'antisemitismo, all'islamofobia, all'omolesbobitransfobia e a ogni forma di discriminazione.

È uno spazio nel quale trovano cittadinanza le culture antifasciste e le posizioni critiche verso il sionismo e verso le politiche dello Stato di Israele, nel rispetto delle persone e senza trasformare il dissenso politico in ostilità verso persone ebree o israeliane in quanto tali.

È uno spazio che assume il principio “NO PRIDE IN GENOCIDE” e sceglie di stare dalla parte delle popolazioni civili, delle vittime delle guerre, delle persecuzioni, delle occupazioni, delle deportazioni, delle pulizie etniche, dei genocidi e dei crimini contro l'umanità, ovunque essi avvengano.

Non trovano invece spazio nel Pride organizzazioni o presenze che promuovano fascismo, razzismo, antisemitismo, omolesbobitransfobia, violenza, suprematismo o negazione della dignità e dei diritti fondamentali delle persone e dei popoli.

La radicalità delle idee è compatibile con questo spazio. L'odio verso le persone non lo è.

 

I TAVOLI TEMATICI COME METODO

Da questa impostazione nasce la scelta dei tavoli tematici.

Il documento che segue non deve quindi essere letto come un testo definitivo né come la posizione obbligatoria di tutte le persone che attraversano il Giugliano Pride. È una piattaforma aperta di lavoro, destinata ad arricchirsi, modificarsi e articolarsi attraverso il contributo delle diverse realtà.

Nei tavoli si potrà convergere su un documento comune quando questa convergenza sarà possibile.

Quando non lo sarà, potranno convivere documenti differenti, integrativi, autonomi o alternativi, purché collocati dentro la griglia generale dei valori condivisi.

Nessuno dovrà sottoscrivere ciò che non pensa per poter partecipare.

Nessuna differenza dovrà essere nascosta per produrre artificialmente un'unanimità.

Il confronto sarà esso stesso parte del Pride.

 

COSTRUIRE PONTI SENZA CANCELLARE LE DIFFERENZE

Questo metodo riguarda anche il rapporto con le istituzioni civili e religiose.

Vogliamo lasciare aperti ponti di confronto e dialogo con la Chiesa cattolica e con le altre confessioni e comunità religiose, così come con il mondo della scuola, dell'università, della cultura, del sindacato, dell'associazionismo, dell'impresa sociale e delle istituzioni.

Sappiamo che il rapporto tra religioni, sessualità, identità di genere, autodeterminazione e diritti LGBTQIA+ attraversa contraddizioni profonde e sensibilità differenti, anche all'interno della nostra stessa comunità.

Non pretendiamo di risolverle con un documento.

Vogliamo invece creare le condizioni perché possano nascere percorsi dal basso, occasioni di ascolto, confronto, critica e cammino comune, senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria identità e senza sottrarre alla comunità LGBTQIA+ il diritto di rivendicare pienamente la propria libertà.

 

UN DOCUMENTO CHE NON SI CHIUDE

Per questo quello del Giugliano Pride 2026 vuole essere un documento che, in qualche modo, non finisce.

Ogni tavolo potrà elaborare proposte. Ogni realtà potrà contribuire alla piattaforma comune oppure presentare una propria elaborazione. Posizioni differenti potranno essere pubblicate e attraversare lo stesso spazio senza essere necessariamente ricondotte a una sintesi artificiale.

Perché l'unità che cerchiamo non è uniformità.

È la capacità di stare insieme nelle differenze.

Il Pride non deve possedere le persone, i movimenti o le loro idee.

Sono le persone, con le loro differenze, a costruire e attraversare il Pride.

E se condividiamo la direzione, possiamo anche scegliere strade, linguaggi, tempi e modi differenti per raggiungerla.

Una griglia comune.
Molti tavoli.
Molti documenti possibili.
Molte voci.
Un unico spazio da attraversare insieme.

giugliano pride con logo rainbow center

NESSUN TERRITORIO ESCLUSO. NESSUN CORPO ESCLUSO.

GIUGLIANO PRIDE 2026 | NO PRIDE IN GENOCIDE

26 Settembre 2026

INDICE

●     PREAMBOLO

●     UNA DEDICA AI POPOLI OPPRESSI E AI COSTRUTTORI DI PACE

●     LA PACE COME RESPONSABILITÀ DELLE COMUNITÀ

●     LE RADICI POPOLARI DELL'INCLUSIONE

●     DAI DIRITTI UMANI ALLA RESPONSABILITÀ DELLE ISTITUZIONI

●     PER UNA NUOVA GOVERNANCE REGIONALE DEI DIRITTI LGBTQIA+

●     GIUGLIANO, CITTÀ METROPOLITANA E REGIONE CAMPANIA PROTAGONISTE DEI DIRITTI

●     L'INTERSEZIONALITÀ COME METODO DI GOVERNO

●     GIUGLIANO CAPITALE DELL'AREA NORD

●     LA COSTA COME LUOGO DELL'ACCOGLIENZA

●     CULTURA COME INFRASTRUTTURA CIVILE

●     RETE DELL'ACCOGLIENZA E CAD METROPOLITANI

●     ZONA SPECIALE PER LA TERRA DEI FUOCHI

●     COMUNITÀ ENERGETICHE E GIUSTIZIA AMBIENTALE

●     BENI CONFISCATI: DAL SIMBOLO ALLO SVILUPPO

●     DAL TERRITORIO ALL'ITALIA

PREAMBOLO

Il Giugliano Pride 2026 nasce nell'Area Nord della Città Metropolitana di Napoli, una delle aree più popolose del Mezzogiorno d'Italia, porta naturale tra Napoli, Caserta e il Centro Italia.

Nasce in una terra che per troppo tempo è stata raccontata esclusivamente attraverso le proprie ferite: la Terra dei Fuochi, le disuguaglianze sociali, le fragilità ambientali, la marginalità istituzionale, l'emigrazione giovanile e l'insufficienza degli investimenti pubblici.

Noi scegliamo invece di raccontarla attraverso le sue possibilità.

Giugliano è oggi il cuore di una vasta area metropolitana che guarda al mare, alle aree interne, ai piccoli comuni e alle grandi città. È una comunità capace di produrre cultura, solidarietà, innovazione sociale, economia civile, partecipazione democratica e nuove forme di cittadinanza.

Per questo il Giugliano Pride 2026 non vuole essere soltanto una manifestazione per i diritti delle persone LGBTQIA+.

Vuole essere una proposta politica di trasformazione territoriale, di sviluppo sostenibile, di giustizia sociale, di pace, di innovazione istituzionale e di coesione tra territori.

Crediamo che l'inclusione non sia separabile dallo sviluppo economico, dalla tutela ambientale, dalla cultura, dalla salute pubblica, dall'accoglienza, dalla pace e dalla giustizia sociale.

Per questo scegliamo di partire dal territorio per costruire una visione che parla all'intera Campania, al Mezzogiorno e all'Italia.


 

UNA DEDICA AI POPOLI OPPRESSI E AI COSTRUTTORI DI PACE

Il Giugliano Pride 2026 è dedicato a tutte le bambine e a tutti i bambini vittime delle guerre, delle persecuzioni, dei genocidi, delle pulizie etniche e delle violazioni dei diritti umani che continuano a consumarsi nel mondo.

Lo dedichiamo alle vittime civili della guerra in Palestina, in Libano e Ucraina e in tutti quei territori nei quali nascere, crescere, appartenere a un popolo o semplicemente esistere significa vivere sotto la minaccia della morte, della fame, della distruzione e della perdita della propria dignità.

Lo dedichiamo alle popolazioni oppresse, alle persone costrette alla fuga, alle famiglie separate dalla guerra, ai bambini che non avranno la possibilità di diventare adulti.

Lo dedichiamo alle donne e agli uomini che in ogni parte del mondo hanno scelto di non voltarsi dall'altra parte, che hanno manifestato, prestato soccorso, costruito reti di solidarietà, denunciato le violazioni del diritto internazionale e portato aiuto concreto alle popolazioni colpite.

Lo dedichiamo a tutti i costruttori di pace.

Rifiutiamo la guerra come strumento di soluzione dei conflitti e sosteniamo il diritto di tutti i popoli all'autodeterminazione, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità.

Perché non esistono corpi liberi in un mondo che accetta l'oppressione di altri corpi.

LA PACE COME RESPONSABILITÀ DELLE COMUNITÀ

Il Giugliano Pride 2026 riconosce nella pace non soltanto un obiettivo politico internazionale, ma una responsabilità quotidiana delle comunità, delle istituzioni, delle organizzazioni sociali e delle persone.

Guardiamo con attenzione e rispetto all'opera di dialogo, accoglienza e costruzione della pace promossa da Domenico Battaglia, interprete di una visione pastorale che pone al centro la dignità della persona, l'ascolto delle periferie umane ed esistenziali e la necessità di costruire ponti tra mondi apparentemente distanti.

Riteniamo che la pace si costruisca anche attraverso l'accoglienza e la protezione delle persone costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e discriminazioni.

Per questo sosteniamo il diritto alla protezione internazionale delle persone LGBTQIA+ provenienti da Paesi nei quali l'omosessualità, la transizione di genere o la semplice esistenza delle persone LGBTQIA+ sono ancora oggi criminalizzate o perseguitate.

Riconosciamo il valore del lavoro svolto dalle organizzazioni sociali, dai Centri Antidiscriminazione, dalle Case di Accoglienza e dai servizi territoriali che ogni giorno accompagnano persone costrette a lasciare il proprio Paese per poter vivere liberamente la propria identità.

In questa prospettiva riconosciamo l'impegno di i Ken APS ETS nel percorso sinodale della Chiesa cattolica, volto a favorire una riflessione condivisa sulla dignità delle persone omosessuali e trans, sul contrasto alle discriminazioni e sulla costruzione di una visione sempre più inclusiva, plurale e rispettosa delle differenze.

 

LE RADICI POPOLARI DELL'INCLUSIONE

La storia del nostro territorio racconta da secoli una relazione profonda tra spiritualità popolare, inclusione sociale e riconoscimento delle differenze.

La tradizione dei femminielli napoletani rappresenta uno degli esempi più significativi di questa storia collettiva.

Nella cultura popolare campana i femminielli hanno custodito e tramandato pratiche, ritualità, linguaggi e forme di partecipazione comunitaria che ancora oggi costituiscono un patrimonio culturale di straordinario valore.

Particolare significato assume la devozione popolare verso la Madonna, espressa attraverso pellegrinaggi, canti, danze e pratiche collettive che attraversano generazioni e territori.

La Madonna della Pace rappresenta simbolicamente una stazione di partenza di questo cammino d'amore e di riconciliazione che attraversa comunità diverse e unisce territori differenti.

Da qui prende forma un percorso ideale che attraversa Giugliano, risale verso Montevergine attraverso la storica Juta dei Femminielli e continua verso l'Irpinia fino alla devozione popolare per la Madonna Bruna.

Un intreccio di culture, tradizioni, suoni, canti e identità che appartengono al patrimonio comune del popolo campano.

In questo cammino il Centro Antidiscriminazione di Giugliano e il Centro Antidiscriminazione di Montella rappresentano molto più di due servizi territoriali.

Essi costituiscono un ponte tra area metropolitana e aree interne, tra costa e montagna, tra tradizioni popolari e innovazione sociale.

Attraverso la cultura, la musica, il teatro, il cinema, i balli popolari, le sonorità tradizionali e le pratiche di solidarietà, questi territori costruiscono una rete che unisce persone differenti in un unico canto civile.

Un canto che parla di pace, diritti, libertà, accoglienza e giustizia sociale.

 

DAI DIRITTI UMANI ALLA RESPONSABILITÀ DELLE ISTITUZIONI

Le guerre, le discriminazioni, le persecuzioni e le disuguaglianze non nascono dal caso.

Sono spesso il risultato di istituzioni incapaci di ascoltare, programmare, prevenire e proteggere.

Per questo il Giugliano Pride 2026 ritiene che la difesa dei diritti umani non possa limitarsi alla denuncia delle ingiustizie.

Occorre costruire istituzioni più forti, più trasparenti, più partecipate e più vicine alle persone.

La pace non è soltanto assenza di guerra.

La pace è accesso ai servizi.

La pace è diritto alla salute.

La pace è diritto alla casa.

La pace è diritto all'istruzione.

La pace è diritto alla cultura.

La pace è diritto all'autodeterminazione.

Per questo motivo il Giugliano Pride 2026 collega la difesa dei diritti umani universali alla costruzione di nuove politiche pubbliche territoriali.

 

PER UNA NUOVA GOVERNANCE REGIONALE DEI DIRITTI LGBTQIA+

La Campania necessita di una nuova stagione delle politiche LGBTQIA+, fondata sulla partecipazione democratica, sulla trasparenza amministrativa, sulla programmazione territoriale, sulla misurazione dei risultati e sulla responsabilità istituzionale.

Per questo il Giugliano Pride 2026 ritiene indispensabile una profonda riforma dell'Osservatorio Regionale LGBTQIA+ della Campania.

L'attuale assetto ha esaurito la propria funzione politica e istituzionale e necessita di una nuova fase costituente.

Chiediamo l'apertura di una nuova manifestazione pubblica di interesse e la costituzione di una commissione di transizione incaricata di accompagnare la nascita del nuovo Osservatorio Regionale LGBTQIA+.

L'Osservatorio dovrà essere ampliato attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze territoriali provinciali e delle organizzazioni LGBTQIA+ che:

●     abbiano almeno tre anni di attività documentabile;

●     dispongano di sede legale e sede operativa autonoma;

●     abbiano realizzato almeno un progetto nell'ultimo anno in qualità di soggetto organizzatore o capofila;

●     svolgano attività continuativa e verificabile sul territorio.

Dovrà adottare un rigoroso Codice Etico in materia di trasparenza, incompatibilità e conflitti di interesse.

Dovrà essere dotato di funzioni ispettive e di monitoraggio.

Dovrà prevedere una dotazione finanziaria stabile e una specifica Sezione Trans e Salute LGBTQIA+ con il coinvolgimento dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'ISTAT.

 

GIUGLIANO, CITTÀ METROPOLITANA E REGIONE CAMPANIA PROTAGONISTE DEI DIRITTI

Chiediamo che la Città di Giugliano in Campania, la Città Metropolitana di Napoli e la Regione Campania assumano un ruolo protagonista nelle principali reti nazionali ed europee dedicate ai diritti umani e al contrasto delle discriminazioni.

In particolare chiediamo una partecipazione stabile e propositiva all'interno di ANCI, RE.A.DY e UNAR.

 

L'INTERSEZIONALITÀ COME METODO DI GOVERNO

Le discriminazioni si sovrappongono e si rafforzano reciprocamente.

Per questo chiediamo che la Città di Giugliano, la Città Metropolitana di Napoli, la Regione Campania e tutti gli enti pubblici adottino formalmente un approccio intersezionale nella progettazione, programmazione, attuazione e valutazione delle politiche pubbliche.

 

GIUGLIANO CAPITALE DELL'AREA NORD

Giugliano deve essere riconosciuta come capitale amministrativa, culturale e sociale dell'Area Nord Metropolitana e laboratorio permanente di innovazione sociale, inclusione e sviluppo sostenibile.

 

LA COSTA COME LUOGO DELL'ACCOGLIENZA

Da Licola a Varcaturo, da Lago Patria fino al confine con Castel Volturno, la fascia costiera rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo.

La costa deve diventare una porta aperta all'accoglienza, all'incontro tra popoli e alla costruzione di nuove opportunità economiche, sociali e culturali.

 

CULTURA COME INFRASTRUTTURA CIVILE

Chiediamo il potenziamento delle attività culturali queer e arcobaleno attraverso cinema, teatro, danza, arti visive, editoria, festival, mostre, premi letterari e produzioni audiovisive.

 

RETE DELL'ACCOGLIENZA E CAD METROPOLITANI

Chiediamo il rafforzamento della rete dei Centri Antidiscriminazione e delle Case di Accoglienza territoriali come infrastrutture permanenti di inclusione, tutela dei diritti e sviluppo sociale.

 

ZONA SPECIALE PER LA TERRA DEI FUOCHI

Chiediamo l'istituzione di una Zona Speciale per gli Investimenti e il Commercio quale misura compensativa del danno sanitario, ambientale ed economico subito dalle popolazioni della Terra dei Fuochi.

 

COMUNITÀ ENERGETICHE E GIUSTIZIA AMBIENTALE

Chiediamo la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili attraverso l'utilizzo del patrimonio pubblico disponibile e indisponibile dei Comuni.

 

BENI CONFISCATI: DAL SIMBOLO ALLO SVILUPPO

Chiediamo:

●     piena attuazione dei regolamenti comunali;

●     ampliamento dell'utilizzo sociale dei beni confiscati;

●     esenzione totale della TARI per i soggetti gestori;

●     azzeramento degli oneri di urbanizzazione;

●     accesso prioritario ai fondi regionali, nazionali ed europei;

●     costruzione di un osservatorio permanente delle buone pratiche in collaborazione con Fondazione Polis, Regione Campania, Comuni e Terzo Settore.

 

DAL TERRITORIO ALL'ITALIA

Il Giugliano Pride 2026 propone un modello di sviluppo fondato su diritti, cultura, ambiente, innovazione sociale, partecipazione democratica, pace e giustizia sociale.

Perché nessun corpo può essere davvero libero se il territorio nel quale vive viene abbandonato.

E nessun territorio può essere davvero libero se lascia indietro una parte della propria comunità.

 

NESSUN TERRITORIO ESCLUSO.

NESSUN CORPO ESCLUSO.

 

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