# Contro i CPR, per la libertà e la dignità di ogni persona
**Comunicato congiunto di i Ken APS ETS e Giugliano PRIDE LAB**
La libertà personale e la dignità umana non possono essere subordinate alle esigenze di controllo della mobilità umana. A partire da questo principio, i Ken APS ETS e Giugliano PRIDE LAB esprimono la propria contrarietà alla realizzazione di nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (CPR), a Castel Volturno come altrove, e aderiscono alla mobilitazione contro la realizzazione del CPR sul territorio.
La gestione delle migrazioni non è una questione esclusivamente amministrativa. Le scelte delle istituzioni incidono concretamente sulla libertà individuale, sull’accesso alla protezione e sulla possibilità di esercitare i propri diritti. Valutare una politica migratoria significa quindi interrogarsi sui suoi obiettivi, sugli strumenti impiegati, sulle garanzie riconosciute e sulle conseguenze che produce nella vita delle persone.
Non contestiamo l’esistenza di procedure in materia di ingresso e soggiorno, ma un modello che attribuisce un ruolo centrale alla privazione della libertà personale. Chiediamo un approccio fondato su valutazioni individuali, garanzie effettive e alternative al trattenimento. La tutela dei diritti fondamentali deve essere il criterio guida dell’azione delle istituzioni.
Per le nostre realtà, la contrarietà ai CPR è parte dell’impegno quotidiano contro le discriminazioni e per il riconoscimento della dignità di ogni persona. La difesa dei diritti delle persone migranti riguarda pienamente anche chi opera per i diritti LGBTQIA+: le battaglie per la libertà e l’uguaglianza, pur nascendo da esperienze differenti, condividono la responsabilità di contrastare l’esclusione e rendere i diritti accessibili a tutte e tutti.
Omolesbobitransfobia, razzismo e xenofobia sono fenomeni distinti che possono intrecciarsi nella vita delle persone, producendo condizioni specifiche di discriminazione. È questo il senso di una prospettiva intersezionale: riconoscere tali intrecci e costruire risposte capaci di affrontarli.
Le persone migranti LGBTQIA+ possono incontrare, contemporaneamente, ostacoli legati alla condizione migratoria, discriminazioni per orientamento sessuale o identità di genere, esperienze di violenza e difficoltà nell’accesso alla protezione. A questi bisogni occorre rispondere con ascolto, informazioni accessibili, assistenza qualificata e percorsi di accoglienza adeguati.
Nessuna persona deve ricevere minore tutela a causa della propria provenienza, della propria identità o della propria condizione giuridica. Per questo, la solidarietà con le persone migranti è parte integrante del nostro impegno: una cultura dei diritti si misura dalla capacità di renderli effettivi anche per chi incontra maggiori ostacoli nel farli valere.
È con questa consapevolezza che affrontiamo la questione del CPR di Castel Volturno. Si tratta di una scelta pubblica che riguarda il rapporto tra politiche migratorie, responsabilità istituzionale e dignità umana, con conseguenze per le persone coinvolte e per l’intero territorio.
Le politiche migratorie devono essere valutate anche per la loro capacità di garantire accesso ai servizi, assistenza legale, protezione dallo sfruttamento lavorativo, percorsi di regolarità amministrativa e opportunità concrete di inclusione. Chiediamo trasparenza sulle decisioni, confronto con le comunità locali e un’attenta valutazione delle alternative al trattenimento.
Per Castel Volturno chiediamo investimenti nei servizi, nell’accoglienza, nella mediazione linguistica e culturale e nel contrasto allo sfruttamento e alla marginalità. Il territorio ha bisogno di politiche che prevengano gli abusi, sostengano la convivenza e rendano effettivo l’accesso ai diritti.
Opporsi ai CPR significa promuovere una gestione delle migrazioni fondata sulla centralità della persona. Significa sostenere alternative alla privazione della libertà, garantire l’accesso effettivo all’assistenza legale e alla tutela giurisdizionale, riconoscere le vulnerabilità individuali e chiedere che ogni limitazione della libertà personale sia sottoposta a una verifica rigorosa della sua necessità, proporzionalità e legittimità.
Le persone migranti sono titolari di diritti, portatrici di storie, legami, bisogni e aspirazioni. La loro dignità deve essere riconosciuta e tutelata in ogni decisione pubblica.
Per queste ragioni, i Ken APS ETS e Giugliano PRIDE LAB aderiscono alla mobilitazione contro la realizzazione del CPR di Castel Volturno e chiedono un cambiamento concreto delle politiche migratorie: meno misure coercitive, maggiori garanzie individuali, protezione effettiva per le persone vulnerabili e investimenti nell’inclusione.
Crediamo in istituzioni capaci di esercitare le proprie responsabilità con trasparenza e nel rispetto dei principi di libertà, uguaglianza e solidarietà. La qualità di una democrazia si misura anche dalla capacità di tutelare chi è più esposto alla discriminazione e dispone di meno strumenti per far valere i propri diritti.
La libertà personale non può essere sacrificata per convenienza politica. La dignità umana non è una concessione dello Stato. I diritti fondamentali appartengono a tutte e tutti, senza distinzioni.
**Contro i CPR. Per politiche migratorie fondate sui diritti umani. Per una democrazia fedele ai propri principi.**
**i Ken APS ETS**
**Giugliano PRIDE LAB**